Coronavirus Cani Gatti e Tigri

Stiamo vivendo giornate colme di ansie e paure per colpa di un nemico invisibile che ci costringe a stare in casa. Siamo molto preoccupati per la nostra salute e per quella dei nostri cari.
Responsabile della pandemia è un virus della famiglia dei Coronaviridae che differisce molto dai coronavirus finora conosciuti responsablilì delle ultime epidemie di S.A.R.S.(2003 Severe Acute Respiratory Syndrome) e M.E.R.S.(2014 Middle East Respiratory Syndrome).
Epidemiologia: per evitare il contagio, ci suggeriscono gli esperti, dobbiamo
indossare mascherina e guanti e mantenere la distanza sociale di almeno un metro, distanza che dovrebbe essere sufficiente a garantirci dal contagio. E' noto che la trasmissione dell'infezione avviene prevalentemente per via aerogena tramite l'espirato, il c.d. droplet, anche se non viene del tutto esclusa la possibilità di una trasmissione per contatto diretto tramite oggetti o cose. Questa evenienza, ancora non del tutto dimostrata, potrebbe verificarsi solo se la carica virale sulla superficie con cui si viene a contatto è notevole.
Il virus emesso nell'aere dalle persone infette, con un colpo di tosse o sternuto, dopo un periodo di tempo variabile in cui rimane in sospensione nell'aria, si deposita sulle superfici rimanendo vitale da poche ore a qualche giorno (dipende dal tipo di superficie).
Un studio giapponese ha dimostrato che in seguito ad una starnuto vengono eliminate nell'ambiente circostante un numero considerevole di goccioline di saliva cariche di virus; quelle più grosse e pesanti tendono in breve tempo a depositarsi in basso, mentre quelle più fini e piccole, in un ambiente chiuso, tendono a propagarsi, anche diversi metri.
Il virus SARS-CoV2 viene facilmente degradato dai disinfettanti a base alcoolica (alcool etilico), ipoclorito di sodio (candeggina), e perossido di idrogeno (acqua ossigenata), e dai detergenti e/o saponi che comunemente usiamo per l'igiene personale. I saponi grazie alla loro azione "sgrassante" dissolvono la componente lipidica di cui sono costituiti i virus favorendone la disgregazione.

Questo Coronavirus essendo un virus "nuovo" ovviamente non sono ancora disponibili nè farmaci specifici nè vaccini efficaci.

Come proteggerci: Oltre al mantenimento della distanza sociale di un metro è consigliabile indossare sempre la mascherina. Esistono diversi tipi di mascherine, la cui funzione protettiva viene normata a livello europeo secondo il protocollo EN 149 che prevede la suddivisione nelle classi di protezione Ffp1,Ffp2 e Ffp3. Le mascherine senza filtro, le c.d. chirurgiche, impediscono a chi è infetto di diffondere le particelle virali nell'ambiente circostante, ma non proteggono chi le indossa se ci si trova in un ambiente infetto.
Indossare i guanti è essenziale, ma a condizione che non ci si tocchi il naso la bocca o gli occhi e che li sostituiamo frequentemente o lavarsi spesso le mani

Tutta la comunità scientifica internazionale è concorde nel ritenere che la trasmissione del contagio è intraspecifica, cioè avviene tra individui della stessa specie, in questo caso cioè da uomo uomo.
In apparente contraddizione con quanto detto, di recente sono stati segnalate delle positività al coronavirus in due cani (un Volpino di Pomerania e un Pastore Tedesco e un gatto in Cina, un gatto in Belgio e delle tigri in uno zoo americano.
Esistono delle differenze sostanziali tra i casi manifestatisi in Cina e quello in Belgio e in America: infatti mentre i cani e il gatto cinesi non si sono ammalati, e il loro sistema immunitario non ha prodotto anticorpi (non c'è stata sieroconversione), il gatto belga presentava una evidente sintomatologia sia gastroenterica che respiratoria, ed è guarito spontaneamente dopo nove giorni. Analisi condotte in secondo tempo hanno rilevato la presenza di tracce del virus sia nelle feci che nel vomito dell'animale.
Le tigri manifestavano solo sporadici colpi di tosse e un pò di abbattimento, e non si conosce ancora l'esito dell'esame sierologico che permetterà di confermare o escludere la presenza di anticorpi antivirus.
Tutti gli animali presentavano un comune denominatore quello di vivere a stretto contatto con persone malate di COVID 19 per cui si ritiene certa che la trasmissione sia stata favorita dalla promiscuità della convivenza. Le tigri pare siano state contaminate da un dipendente dello zoo risultato asintomatico.
Oggi 30-04-2020 apprendo che due gatti in America sono risultati positivi al Virus. La notizia non mi stupisce più di tanto, e sono certo che altri casi di positività si succederanno nel corso delle prossime settimane e mesi
.
Altre specie animali domestiche di cui si conosce la suscettibilità al virus oltre a quelle già citate sono il furetto visone il criceto, i macachi e altri primati non umani.
Dalla lettura attenta di questi casi si possono trarre alcune conclusioni é cioè:
- che tutti gli animali sono stati contaminati dagli esseri umani, che alcuni hanno manifestato sintomi evidenti (vomito, diarrea, tosse, inappetenza) altri sono stati asintomatici o paucisintomatici (tigre), altri ancora sono guariti o in via di guarigione,
-che la carica virale rinvenuta sugli animali sottoposti a controllo(vomito e feci del gatto Belga) era bassa
.
-allo stato attuale non è stato confermato nessun caso di trasmissione diretta della malattia dagli animali domestici all'uomo(zoonosi), mentre risulta evidente la possibilità di trasmissione della malattia dall'uomo agli animali (antropozoonosi).

Quello che ancora non é assodato è se gli animali sono in grado di trasmettere la malattia ad altri animali della stessa specie o di specie diversa compreso l'uomo. In questo caso, se confermato avrebbero un ruolo attivo nella trasmissione del virus. Quello che sembra di intuire, ma è ancora da dimostrare, e che possono costituire veicolo di contagio passivo comportandosi alla stessa stregua degli oggetti inanimati.
Anzi, secondo alcuni studiosi potrebbero contribuire ad aumentare le nostre difese immunitarie dal momento che il patrimonio genetico posseduto dal SARS CoV-2 è simile a quello di molti coronavirus responsabili di patologie negli animali domestici (immunità crociata).  www.lolnews.it/benessere/coronavirus-chi-ha-un-cane-si-ammala-di-meno-lo-studio-italiano/amp/

Ci sono degli studi in corso presso l'università degli studi di Torino ma anche presso l' Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie per cui presumibilmente tra un pò di tempo al riguardo ne sapremo di più. In attesa di avere informazioni certe è consigliabile agire con un principio di precauzione e proteggere quanto più possibile gli animali dall'infezione ed eliminare il virus come accade all'uomo. La d.ssa Ilaria Capua Medico Veterinario virologa di fama internazionale sul sito del centro ONE HEALTH da lei diretto aggiorna una pagina di Faq sull'evoluzione dei casi clinici riscontrati finora sugli animali.

In caso di convivenza degli animali domestici con persone positive o infette al Covid-19, il consiglio è quello di ridurre quanto più possibile il contatto con l'animale, mantenendo le distanze, lavarsi frequentemente le mani, e di non farlo interagire, durante la passeggiata fuori, con gli altri animali. In questa maniera contribuiremo a proteggerlo dal contagio. Gli animali vanno protetti dall'esposizione al virus nè più nè meno di come gli esseri umani.

13/04/2020

Gennaro dott. Calogero(articolo in aggiornamento)